Il capogruppo della Lega in Consiglio comunale di Trani, Giovanni Di Leo, rompe il silenzio sul percorso che ha portato all’individuazione del candidato sindaco del centrodestra, denunciando un metodo che a suo avviso non ha tenuto in considerazione in modo equo tutte le forze politiche della coalizione.
Il punto di partenza è il tavolo del 3 febbraio, ultima occasione di confronto collettivo prima della designazione. «Le liste civiche avevano dato mandato ai tre principali partiti del centrodestra di fare sintesi e individuare il candidato sindaco migliore per tutta la coalizione», ricorda Di Leo, che in quella sede aveva proposto un metodo trasparente, passando attraverso le primarie oppure attraverso un sondaggio condiviso. Dopo quell’incontro, secondo il capogruppo leghista, sarebbe però calato un silenzio totale nei suoi confronti. «Non ho ricevuto alcun aggiornamento né alcuna convocazione. Sono stato riconvocato al tavolo quando la decisione era ormai già stata presa, con la presentazione del candidato sindaco del centrodestra».
Di Leo non nasconde la propria insoddisfazione e respinge con forza le letture distorte che sarebbero circolate sulla vicenda. «Si vorrebbe non solo negare questa mancanza di rispetto politico, ma anche attribuire responsabilità a causa di una presunta volontà di imporre un proprio candidato. Nulla di più falso», scrive, aggiungendo che «proprio questa ricerca di un capro espiatorio rafforza la mia convinzione della necessità di avviare una profonda riflessione sul mio futuro politico».
Il quadro descritto dall’esponente leghista è quello di una coalizione attraversata da due dinamiche contrapposte: da un lato l’auspicio di un pragmatismo concreto e orientato ai risultati, dall’altro la chiusura di alcuni partiti «sempre più permeati da personalismi e sempre meno guidati da valori politici condivisi».
La conclusione è tuttavia costruttiva. Di Leo allarga lo sguardo al quadro cittadino e afferma la necessità di superare barriere ideologiche ormai sterili per concentrarsi su «un progetto reale e sostenibile per la città», al quale si dice pronto a offrire il proprio contributo «con spirito costruttivo e responsabilità istituzionale».
