Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Raimondo Lima, consigliere comunale di Fratelli d’Italia:

«Il fatto che il parcheggio di Piazza XX settembre progettato dalla commissione prefettizia 30 anni fa veda finalmente la luce è senza dubbio positivo (sorvolo a pié pari sulle lungaggini e annesse varianti degli ultimi mesi che meriterebbero ulteriori approfondimenti..): lo dico in primis da cittadino e residente della zona tra le più congestionate dal traffico e attanagliate dalla carenza di parcheggi.

Fatta questa doverosa premessa, ritengo che il fatto che la gestione del parcheggio di Piazza XX settembre non sia affidata ad una nostra società partecipata come Amiu – che potrebbe pur occuparsene – è l’ennesima infelice esternalizzazione a cui ci ha abituato il centrosinistra che occupa Palazzo di città da 11 anni.

Mentre nella vicina città di Barletta l’amministrazione continua a potenziare la sua società in house (la Barsa) ampliandone il raggio d’azione (ho appreso di recente che si occuperanno anche delle mense scolastiche in aggiunta alla raccolta dei rifiuti, della differenziata, delle manutenzioni, della gestione del verde pubblico e di altri servizi cittadini..) a Trani continuiamo ad assistere al depauperamento delle nostre società partecipate continuando ad esternalizzare servizi come i parcheggi che sono fonte di liquidità immediata nelle casse comunali.

Esternalizzare un servizio significa non solo non investire nelle proprie società partecipate e quindi in sé stessi ma non avere una visione più ampia del potenziale che esse potrebbero sviluppare e rappresentare dal punto di vista territoriale ed extraterritoriale.
Potenziare le partecipate è fondamentale.

Provo a essere ancora più chiaro. Esternalizzare la gestione del parcheggio per il quale il Comune ha investito negli anni – a consuntivo – migliaia di euro è un po’ come ristrutturare un Palazzo storico come Palazzo Carcano per poi “regalarlo” al Ministero, è un po’ come comprare 2 ex cinema dai privati, spendere ulteriore denaro per ristrutturarli e poi darli in gestione nuovamente a dei privati.

PS: non venite a dirmi che il Comune ci guadagna ugualmente, perché sapete benissimo che non è la stessa cosa».