Trani ha chiuso il suo lungo Capodanno come solo le città che conoscono il valore dei simboli sanno fare: intrecciando la potenza dei valori dello sport, la forza evocativa della musica e il calore di una comunità che si riconosce nello stare insieme. Il primo gennaio 2026 non è stato soltanto il giorno dopo la festa, ma un nuovo inizio che ha trovato nella luce della Fiaccola Olimpica, nelle armonie sinfoniche del mattino e nelle canzoni immortali di Battisti-Mogol il suo respiro più profondo.
E proprio la Fiaccola dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina ha regalato alla città un orgoglio speciale: Trani è stata la prima città del 2026 ad accogliere il passaggio della fiamma dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, in viaggio dal 26 novembre dalla sacra Olimpia.
Dopo il rock travolgente di Edoardo Bennato, la città si è svegliata con un’emozione nuova, quasi un senso di investitura. La fiamma, avanzando tra mare, pietra bianca e applausi, ha trasformato le vie in un percorso simbolico di energia, disciplina e visione. Un momento, quello della staffetta dei tedofori, i cui nomi non sono mai stati resi noti, che ha unito generazioni, famiglie, atleti, curiosi, tutti consapevoli di assistere a un frammento di storia che passa e illumina.
Da quell’onda sportiva, Piazza Quercia è diventata ancora per un giorno il cuore pulsante dei Capodanni di Puglia. Il Gran Concerto di Capodanno, a cura della Fondazione Aldo Ciccolini ETS, ha portato sul palco l’Orchestra Saverio Mercadante di Altamura diretta dal M° Rocco Debernardis, protagonista di un viaggio musicale che ha attraversato epoche e sensibilità. L’Adagio del Concerto K 622 di Mozart ha aperto un varco di limpida spiritualità, seguito dall’eleganza senza tempo dei valzer viennesi come “Rose del Sud”, il “Valzer dell’Imperatore”, “Sul bel Danubio blu”, fino all’affresco cinematografico di Ennio Morricone, con le sue melodie che sanno trasformare l’aria in memoria: da “C’era una volta in America” a “Nuovo Cinema Paradiso”, passando per i temi leggendari di “Per un pugno di dollari”, “C’era una volta il West”, “Giù la testa” e “Il buono, il brutto e il cattivo”.
E quando la sera è scesa, Piazza Quercia ha ritrovato la sua seconda anima. Alle 18.30 è arrivato il momento delle “Emozioni”, il concerto di Gianmarco Carroccia dedicato al repertorio di Battisti-Mogol. Un appuntamento atteso, capace di richiamare un pubblico trasversale, fatto di famiglie, appassionati, amanti della musica evergreen e nostalgici.
Carroccia, interprete scelto da Mogol come custode ideale di quel patrimonio musicale, ha riportato sul palco brani che appartengono alla memoria collettiva del Paese, che fanno parte del suo DNA musicale. “Emozioni”, con la sua forza evocativa e quella capacità unica di intrecciare immagini e sentimenti, ha aperto la serata come un invito a lasciarsi attraversare dai ricordi. “I giardini di marzo” ha restituito alla piazza la delicatezza di una storia personale che diventa universale. “Una donna per amico” ha mostrato la modernità di un brano che, a distanza di decenni, conserva una freschezza sorprendente. “Mi ritorni in mente” ha confermato la forza melodica di un classico che non ha perso smalto, così come “Il mio canto libero”, eseguito con un equilibrio che ne ha rispettato la dimensione più ampia e luminosa. “Acqua azzurra, acqua chiara” ha riportato leggerezza e ritmo. “Emozioni” ha offerto la sintesi più compiuta del concerto: un brano che, più di altri, restituisce la capacità di quella stagione musicale di trasformare la vita quotidiana in racconto, e il racconto in memoria condivisa.
Nessuna imitazione, nessuna forzatura: Carroccia ha offerto una lettura rispettosa e sentita, sostenuta da una voce incredibilmente somigliante a quella del compianto Battisti e da una band solida e affiatata, che ha saputo accompagnare senza sovrastare. Stefano Profazi (chitarre e cori), Alessandro Patti (basso), Dario Troisi (pianoforte e synth), Bruno D’Ambrosio (batteria e percussioni), Christian Vilona (sax, flauto e cori), Michele Campo (violino).
La piazza ha risposto con partecipazione autentica, alternando silenzi d’ascolto e applausi caldi, come accade nelle serate in cui la musica diventa un ponte tra generazioni.
Tutti gli eventi del primo gennaio, gratuiti e trasmessi in diretta su Radio Selene, con il pubblico comodamente seduto, hanno rappresentato molto più di un programma festivo: sono stati un manifesto. Un modo per dire che Trani vuole costruire il 2026 con cura, cultura e visione, valorizzando il suo straordinario patrimonio di arte, mare e accoglienza. Un nuovo inizio che parla di bellezza, comunità e respiro internazionale.
L’Amministrazione comunale, insieme a Radio Selene, ha curato e proposto un programma accattivante e completamente gratuito anche per il primo giorno del nuovo anno per Capodanni di Puglia. L’iniziativa è cofinanziata da Coesione Italia 21–27 Puglia, Unione Europea, Repubblica Italiana, Regione Puglia e Pugliapromozione, nell’ambito della Linea di Intervento 03.02 Turismo e ospitalità – Riposizionamento competitivo e promozione delle destinazioni turistiche.





































