“Quando morì il cane Nerone piangevano come tante prefiche, oggi muore un anziano nella stazione di Trani, investito da un treno e come commentano? “Eh ma basta con questi suicidi”, “ma perché si ammazzano proprio qui a Trani, non possono andare altrove?”, “Eh ma io devo andare al lavoro”. So io dove dovete andare. Vergognatevi!”
Queste sono le durissime parole di una nostra concittadina e nostra lettrice, Rita Reggio, che già altre volte ho avuto modo di citare per alcuni suoi interventi.
Stavolta le sue parole mi hanno molto colpito ed è per questo che ho pensato di dare a queste una risonanza che possa portare a riflettere su cosa stiamo diventando. Per stavolta non voglio aggiungere altro ma soltanto invitarvi a meditare, discutere, soffermarsi sul valore della vita, sull’umanità che si dirada e si disperde, sullo stravolgimento delle esistenze prese dalla frenesia, dalla superficialità, sulla mancanza di rispetto.
