Mo’ cominciamo coi mezzi nomi, (o mezze calze) con gli indizi falsi, gli indizi buttati ad arte nella mischia, i soliti nomi ed insomma, quei giochetti che tanto piacciono ai tranesi che da una parte non si vogliono esporre (“non fare nomi che non si sa mai”) ma al tempo stesso “godicchiano” dietro lo schermo rassicurante del proprio smartphone o pc, nell’essere titillati quando cominciano ad uscire quei mezzi nomi, quei mezzi indizi, quelle mezze… verità, riguardanti i futuri candidati alla “poltronazza” di sindaco e vice e poltroncine in pelle di chiappa dei candidati consiglieri (pesci piccoli pronti a ricattare il giorno dopo l’elezione, trasformandosi in piraňa famelici- ma di questi si parlerà in prossimo articolo).
Il sottoscritto premette che a questo giro vorrebbe evitare di prestarsi ai giochini sado maso del “massacro” in via preliminare, del possibile candidato sindaco.
Eviterò di riportare nomi (ma non mi hanno contagiato col “non fare nomi che non si sa mai”) finché non saranno ufficiali, perché col passare degli anni e dei mesi ho maturato una convinzione: I sindaci cambiano ma non cambia la testa – leggi mentalità- dei tranesi.
Tra l’altro nel frattempo mi sono già limitato a commentare il profilo di Angela Mercorio in quanto, già da mesi e sottraendosi ai tira e molla ed ai giochetti di partito (sto con quello ma non con quell’altro, pongo veto, pongo ok, pongo angoli a 90 o 360 gradi) ha comunicato la sua candidatura in modalità “vada come vada, faccio e dico quello che devo fare e dire, senza chiedere il permesso a capoccia, segretari fantoccio, vertici di cartone, padrini che controllano dietro le quinte,” (non sono sue parole, anche se c’è il virgolettato, ma immagino proprio una sua dichiarazione così).
Detto questo, al di là dei nomi dei soliti noti, che ormai vivono di politica (razza pericolosa per il cittadino slegato da tessere e sedi di partito), al di là dei professionisti che campano appoggiandosi alla politica non solo per avere incarichi (specie parassitaria) ma che si servono della politica e dei social solo per guadagnare una mera visibilità che farà racimolare loro quel pugno di voti e li farà conoscere fuori dalla cerchia familiare e al di fuori del tinello di casa (i tinelli non esistono più ma l’immagine rende l’idea dei giovani vecchi che si pavoneggiano con questa politica da quinta elementare – nel tinello il bambino recitava la poesia di Natale e poi gli davano 5 mila lire, mentre ora gli danno un assessore, uno/a qualsuasi.
Guadagnare una mera visibilità fine a sé stessa per non portare nulla alla città, se non qualche stronzata ad effetto scritta sui social.
Al di là dei figli di papà, al di là di quelli che ormai sbarcano il lunario attraverso la politica, al di là di raccomandati/e con candidatura fissa, al di là dei piccoli vip della politica tranese che si vantano di atti da ordinaria amministrazione, tipo aver tagliato degli arbusti in fondo ad un viale, ciò che mi preoccupa è che mentre questi tizi, tipi da ultima spiaggia politica, più o meno passano (anche se alcuni sono lì col loro deretano ammuffito da vent’anni), al di là di questo giro da Circo Barnum che passa (e Trani grazie a Dio rimane) ciò che mi preoccupa è che la testa di molti tranesi non cambia.





































