L’ho sentito rombare in lontananza, gli scorsi fine settimana. Un po’ di pioggia, leggermente più della media rispetto agli altri anni, lo aveva tenuto lontano. Ancora per poco. Nell’ultimo fine settimana è arrivato. Ed i tranesi lo hanno guardato passivi, inerti, rassegnati. È tornato il Grande Mostro dell’Estate: il traffico tonante, rombante, portatore di un elemento posto alle propaggini del maleficio: il Caos. Quel Caos che ammucchia Suv sui nostri marciapiedi, che fa salire scarichi (quelli sí tumorali) fino ai balconi ed agli appartamenti dei tranesi (e d’estate quei balconi sono aperti).
Il Mostro torna e si siede tra noi, ci guarda in faccia e ride. Porta file di auto, file di umani sudaticci davanti ai locali impestati di fumo; porta risse di tanto in tanto, porta piedi sudati di ragazze, in quanto da qualche anno vige la moda inquietante degli stivali nelle serate calde, per una ipotetica formazione di muschi, licheni (me la ricordo ancora la lezione sul sussidiario di quinta).
Ma l’assunto che ci lascia mortificati ed umiliati non è il fenomeno in sé del Mostro che si siede tra noi, ma quello per cui chi viene prima eletto, poi profumatamente pagato, poi reso quasi padreterno, non è riuscito, in ormai oltre dieci (dico 10!) anni di governo, a domare minimamente la bestia, né tanto meno a sconfiggerla o a gestire quel Caos con un minimo di programmazione, politica vera, atti concreti, parcheggi razionali /sotterranei/ sottratti, per giunta, impresa davvero immane, ai parcheggiatori abusivi, piccoli Caronte sparsi per le bolge della Trani inerme.
E tu, tranese, come lo batteresti il Grande Mostro dell’Estate Tranese?





































