Home Attualità Mimì di Palo, così lo ricorda Gianni Doria

Mimì di Palo, così lo ricorda Gianni Doria

Le parole di uno storico militante di sinistra, da sempre legato al professore

«Tengo a precisare che come ha scritto Giovanni Ronco su questo portale online, Mimi non si è “mai allineato”, e ciò che nessun articolo sulla stampa locale ricorda è che Mimì, negli anni 70 è stato tra i fondatori e poi il segretario della sezione del PDUP (Partito di Unità Proletaria) di Trani, nato dal collettivo IL MANIFESTO, sempre da lui animato in quegli stessi anni. Dallo stesso ambito politico usciva un giornale politico culturale da lui fondato e diretto, IL CANNOCCHIALE.

È in quella storica sezione del Pdup-Il Manifesto, che io, giovanissimo pischello di 17 anni, ancora curioso e interessato a conoscere gli eventi delle lotte politiche della sinistra cittadina tranese all’ epoca con grande fermento da parte di studenti ed operai, che conobbi quella piccola figura di grande uomo carismatico : Mimì.

Con lui, tra gli altri, il compianto Gino Piazzola e tanti e tanti compagni e compagne che in quella fase storica, animavano il conflitto politico e sociale in città.

Proprio in quel periodo il Pdup si presentò alle elezioni politiche nelle quali mimi fu il candidato; in quella tornata concluse la campagna elettorale del Pdup teanese , Lidia Menapace.

Per un pugno di voti Mimi non fu eletto. Mimì Di Palo in quegli anni fu un leader di quella parte critica della sinistra più radicale tranese. Una spina nel fianco dell’allora sinistra istituzionale più legata ai giochi di potere ed alla conquista di interessi politici più spinti
all’accaparramento dei consensi sul piuttosto che alle grandi battaglie della Sinistra.

Erano gli anni della grande speculazione edilizia che devastava consistenti pezzi della città ottocentesca, gli anni del post boom economico, le lotte operaie e contadine studentesche, dei disoccupati organizzati che occupavano case e spazi pubblici in abbandono spesso coordinati e uniti nella lotta per i diritti sociali l’occupazione, i salari, la casa gli spazi e la democrazia nei posti di lavoro. Questo era il contesto in cui Mimi fu il protagonista e leader. Da non dimenticare che negli anni precedenti Mimì fu anche membro del PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria) e da giovanissimo nel PCI dove nasce come militante comunista. Anni in cui non posso raccontare più di tanto in quanto non lo avevo ancora conosciuto bene. Ero ancora un bambino. Con lui in seguito, tra gli anni 80/90 ho collaborato al periodico “Singolare – Plurale” con qualche mio intervento politico e culturale, e organizzando mostre ed eventi culturali. Ricordo inoltre che a metà degli anni 80 tentai un suo coinvolgimento nella fondazione della sezione di Trani di Democrazia Proletaria; ricordo che partecipò con interesse a qualche riunione ma poi non ne fu molto convinto. Ma in quello stesso periodo, nel PCI ci fu una sorta di tentativo di svolta a sinistra dopo la morte dell’irremovibile consolidato segretario cittadino del Pci Salvatore Gagliardi. Tra la componente ingraoiana si tentò un coinvolgimento di Mimì e di diversi ex quadri del pdup tranese scioltisi da tempo. Questo riportò Mimì e diversi altri a rientrare nel Pci per rinforzare la svolta politica che riuscì solo in parte. È in questi ambienti politici e culturali in cui Mimì fu protagonista che io sono cresciuto (solo in parte cresciuto) e gli sono grato. Mi dispiace solo che in questi giorni che la, stampa tranese eviti di ricordare questa parte della vita di Mimì».

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