Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di due cittadini tranesi, Leonardo Mazzilli e Nicola di Cugno.

«Io sono ancora qua! eh già!” citando il verso di una famosa canzone di Vasco Rossi quantomai azzeccata.

La problematica, tale ormai è definibile, che sono qui a rendervi presente è nota alle cronache urbane di ogni giorno. Nonostante alcuni elementi introdotti di recente e venuti a soccorso dei proprietari di cani e che andrò ad elencare in seguito, stiamo sempre al punto di partenza, l’anno zero del civismo; difatti le deiezioni sono sempre tra i piedi invece di essere conferiti correttamente deturpando così inesorabilmente il suolo e gli spazi pubblici!

▪︎ il grande livello civico-ambientale raggiunto in questi anni dalle società (da rivalutare a livello locale),

▪︎ installazioni di cestini appositi per il conferimento ubicati su gran parte del territorio urbano (se ne contano più di 150 unità anche se non sempre riforniti di buste, non ritirati regolarmente e utilizzati erroneamente dagli utenti),

▪︎ accessori per la raccolta tra cui sacchetti igienizzati-palette-boracce,

▪︎ guardie zoofile al seguito per il controllo territoriale anche se relativamente blando come servizio aggiuntivo per lo scarso impiego nei tempi e il ristretto personale addetto,

▪︎ telecamere e altri presidi non pervenuti.

La possibile proposta: ecco su questi due ultimi aspetti mi soffermo un attimo e rifletto: servirebbe (forse) un potenziamento di controllo da parte delle forze dell’ordine preposte sul campo con l’ausilio di strumenti tecnologici-informatici e biologici e l’integrazione di gruppi di volontari (ove sia possibile dare un minimo di compenso in base alle risorse finanziarie a disposizione delle casse comunali o tramite l’inclusione dei percettori di Rdc come si stava attuando per la pulizia del verde urbano fino a poco tempo fa) da supporto per il servizio di pattugliamento h24 suddiviso per fasce orarie e quartieri, inizialmente provando su un raggio d’azione limitato e a random così da testare la prova e carpirne la portata; comprendo però anche l’impossibilità effettiva di poter controllare qualsiasi azione in ogni istante della vita comunitaria, ecco perciò siamo pure noi cittadini responsabili a dover prendere in mano la situazione ed adeguarci per raggiungere un miglior senso civico comune in concertazione con le misure di presidio e monitoraggio predisposte da parte di chi gestisce il bene comune e la città.

A suffragio di quest’ultima affermazione, c’è da annoverare la seguente constatazione dei fatti: in altri Comuni limitrofi e altrove sono state adottate misure preventive e di contrasto alla problematica (causata esclusivamente dall’azione umana e di cui esonero qualsiasi accusa verso gli animali domestici) costanti nel tempo e sempre in atto tramite l’azione sanzionatoria per chi manca la raccolta di questi materiali organici, corrispondendo multe pecuniarie elevate e alle recidive scatta il relativo aumento, poi adeguando le aree di sgambamento esistenti e creandone altre da tenere monitorate e curate altrimenti il rischio è che si degradino inesorabilmente, persino rilevando il DNA delle feci di ogni singolo animale come anche qui da noi doveva essere adottato come sistema scientifico poi mai realizzato, senza conoscerne la motivazione ufficiale da parte dei nostri amministratori.

Il buon senso è andato perso da tempo e le campagne di sensibilizzazione sono come meteore che passano all’occorrenza e poi svaniscono quindi pressoché’ inefficaci allo stadio iniziale ma riutilizzabili in seguito per mantenere alto il tasso di civiltà acquisito, si spera di poterlo raggiungere un giorno non troppo lontano.

Vale lo stesso metro di giudizio per quanto riguarda l’abbandono illecito dei rifiuti domestici per le strade, l’equazione matematica è la stessa ovvero”

CONTROLLI÷SANZIONI=RISPETTO DELLE REGOLE÷SENSO CIVICO”

Tutti gli altri metodi risultano pressoché evanescenti aggravando in tal modo le condizioni igienico-sanitarie e il decoro dei luoghi pubblici di cui fruiamo quotidianamente tutti noi.

Perché nella nostra realtà cittadina non si possono o vogliono o devono adottare questi sistemi? Cosa ce lo impedisce? Cosa possiamo fare di concreto per vivere in una città, passatemi il termine, calpestabile”?

Rispondo semplicemente: se aspettiamo che la gente comune si adegui da sola, il che è realmente utopistico, senza forzature e obblighi vincolanti allora ci ritroveremo tra qualche mese o anno a ridiscutere della stessa cosa se non addirittura peggio, ve lo garantisco, succede spesso anche per altre tematiche pubbliche, ogni tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul modo di comportarsi nel merito e’ risultato vano e fallimentare in quanto sono ancora pochi in percentuale coloro che si attengono seriamente alle regole del buon costume e siccome siamo esausti di ripeterci all’infinito vorremmo poterne discuterne per un’ ultima volta prima che si decida di cambiare in meglio davvero e in generale.

(Tengo a precisare del buon senso della mia réclame, condivisa spero  anche da altri, è che non si sta ne’ demonizzando o discriminando il mondo dei cani né tantomeno facendo di “tutta l’erba un fascio” nei confronti dei padroni degli amici a 4 zampe, però chi la lascia per terra sono comunque le persone e siete un gran numero all’appello con grande rammarico; specificando a riguardo del rischio concreto nel dover riprendere certi comportamenti a danno della propria incolumità personale data l’impossibilità di una libera comunicazione tra gli esseri “umani”, segno di una grave deriva sociale essendo spariti i rapporti interpersonali a scapito dei famosi social network di cui tanto ne abusiamo, ma questa è un’altra lunga storia…)

Fatta questa doverosa specifica ammenda chiediamo pertanto in merito: interventi immediati, mirati e risolutivi per fronteggiare la questione posta all’attenzione delle istituzioni, oltre a delle risposte ufficiali per un confronto democratico, per incentivare una maggiore partecipazione della cittadinanza nella vita amministrativa con un proficuo impegno degli organi preposti e un maggiore senso di responsabilità civica di tutti noi».