Com’è possibile organizzare un evento collegato alla legalità e non invitare, allo stesso, Libera sez. Trani? Ho letto a tal proposito lo sfogo sui social del presidente Francesco Pacini e ne sono rimasto molto colpito.

Il problema è che, come sottolineato da più cittadini e lettori nelle ultime ore, Trani sembra vivere in particolare questa contraddizione. Al di là del mancato invito a Libera (il presidente ne ha scritto nel pomeriggio e spero che fino alla fine della notte bianca qualcuno abbia rimediato alla “gaffe”) sembra stridente, per usare un eufemismo, l’organizzazione di un evento del genere con la propensione cronica, in questa città, a non rispettare le regole. O meglio: parlare solo di rispetto delle regole senza fare nulla di concreto perché questo avvenga. Gli esempi sono molteplici e cominciano proprio dalla mancanza d’impegno di molti cittadini tranesi nell’abituarsi al rispetto delle regole.

La notte bianca della legalità rischia insomma di divenire, a Trani, la lunga notte dell’illegalità. Pensiamo ai tratti di spiaggia ancora negati al pubblico con cancelli e varchi, e siamo nel 2022. Pensiamo ai commercianti che allargano sempre più gli spazi loro consentiti inizialmente con altri vasi e altri orpelli che facciano aumentare il volume dell’area occupata dalle loro attività a discapito degli spazi pubblici. Ci si vanta di aver apportato migliorie al Porto, ad esempio per farne fruire gli spazi, ma a che mi vale se poi quegli spazi sono stati occupati da schiere di tavolini ed il “varco” restante per auto e pedoni (spesso insieme, altra contraddizione, vedi ultime festività) hanno poi zone angusti per fruirne?
Si va dal singolo cittadino incivile che sporca e/o non rispetta orari e giorni e spazi per abbandonare rifiuti, alle Istituzioni incapaci di controllare e punire, sanzionare.

Si va dal genitore che non trasmette un’educazione al figlio, a quest’ultimo che fa il bullo per strada e aggredisce o rompe fioriere, per arrivare all’istituzione o autorità o forza dell’ordine poco presente e che non sorveglia adeguatamente. E pensiamo alle tante opacità che hanno coperto con un inquietante velo la nostra città nelle piccole e grandi scelte politiche: come si è tutelata la qualità dell’aria, tanto per fare un esempio? E, scendendo più a valle, con che criterio le Amministrazioni hanno nominato determinati assessori o dirigenti in posti chiave nelle leve di comando e, scendendo alla base della piramide, con che criterio molti cittadini hanno eletto determinati politici, consiglieri, poi magari divenuti pure assessori per grazia ricevuta?

A scuola, ad esempio, l’anno prossimo, non avrei nessuna intenzione di “sottomettermi” all’ennesima unità interdisciplinare di educazione civica, ma vorrei portare i miei alunni a ripulire le strade, le aiuole che fanno schifo o a ripulire la statua di Dante che è dinanzi alla mia scuola e sta diventando, la statua, color nero pece, senza che nessuno si preoccupi del suo stato, salvo poi andarci a mettere le targhette ai piedi, della statua.

Ecco, signori, l’ampio spettro della legalità. E mi fermo per non dilungarmi, perché gli esempi sarebbero ancora tanti. Ma per stavolta resto con gli occhi sbarrati, come insonne, nella notte bianca della legalità…