«C’è un palazzo in piazza Longobardi che rappresenta il monumento alla incapacità o se preferite al menefreghismo. Tutti lo conoscono, anche i turisti e forestieri. Se fosse solo di proprietari privati sarebbe stato già restaurato. Invece, per sua sfortuna, tra i proprietari vi è il Comune di Trani e quindi IO, nonché la casa di riposo V. Emanuele II, chiusa dal 2015, commissariata da parecchi anni dalla Regione Puglia e quindi dall’Emiliano». Lo scrive in una nota Gianni Di Leo, consigliere comunale di Lega Trani.

«Poi ci sono i proprietari privati, imbrigliati in una situazione di degrado che nel corso degli ultimi anni ha raggiunto livelli inqualificabili. In pieno centro storico, in una delle piazze più rappresentative del passato, la visione di un fabbricato in fase di crollo, con solai collassati e quindi con copiose infiltrazioni di acque meteoriche, con facciate lesionate, in stato di abbandono, rappresenta lo schiaffo più sonoro alla vocazione pseudo-turistica della nostra città. Mi chiedo per quale motivo sussista questa situazione e nel contempo non mi fido di chi gestisce le pubbliche proprietà, che nel corso degli ultimi anni ha dato prova di generose svendite. Non vorrei che ci sia la volontà di deprezzare il bene per facilitarne l’acquisto, e mi sento autorizzato a pensarlo per il silenzio che circonda la questione e per la mancanza di una strategia di valorizzazione che sia nota a tutti, politici e cittadini.

A dirla tutta, probabilmente nel corso degli ultimi anni sono state emesse ordinanze a tutela della pubblica incolumità che hanno determinato anche costi a carico delle casse comunali, per le quali spero che non vi siano contenziosi in itinere: a riprova le impalcature montate anni fa a tutela della pubblica incolumità, oggi sono scomparse. Delle due l’una: o erano inutili e il costo se lo dovrebbe pagare chi le fece montare, oppure oggi non vi è tutela della incolumità pubblica e privata e in tal caso ci sono dei responsabili che non stanno facendo il proprio dovere. Personalmente ritengo che la situazione sia gravissima e che ci possano essere conseguenze anche per le proprietà confinanti in caso di crollo.

Vorrei quindi ottenere una dettagliata relazione dalla quale poter evincere sia se siano garantite tutte le tutele previste dalla legge e dai regolamenti edilizi comunali, tutte le motivazioni del perdurante ed incalzante degrado dell’immobile, e, nel caso, chi sia responsabile per non aver ancora attivato iniziative per il restauro e per la tutela della pubblica e privata incolumità».