Di solito si tende ad esorcizzare il tema della morte ma il nostro amico fotografo Ruggiero Piazzolla non ha avuto intenzione di farlo e nel suo libro ” Passeggiando per Trani anni 60-80 “, non si è sottratto dal ricordare con questo scatto anche un addetto all’estremo saluto, passatemi l’espressione, come Tituccio Delfini.
In questa foto sin troppo eloquente intitotalata, forse con un pizzico di humour nero, “C’è Tituccio?”, si è voluto rendere omaggio ad un altro personaggio della Trani di una volta. Quel Tituccio che ricordo vagamente con occhiali dalle lenti spesse e gote rosse, spesso si recava presso il tabacchino di mio nonno Ninuccio in piazza Libertà.
Per anni Tituccio è stato evocato dai tranesi come uomo simbolo di quel “momento” estremo che è la morte, ma tutti hanno avuto sempre ben presenti le sue qualità umane: sensibilità, tatto, poche parole.





































