Quella emozione, quella voce interrotta dalle lacrime, quella sofferenza unita alla voglia matta di vivere. Il condensato, in pochi istanti, della storia e della vita di Raffaele che ha subito ad aprile scorso l’amputazione di entrambe le gambe. Una decisione drastica a cui si è però arrivati dopo cinque anni di consulti medici, viaggi della speranza, ricoveri e tante differenti visioni di un problema che, ad oggi, resta ancora avvolto nella foschia. Tutto parte nel 2017 da una banale ferita ad una caviglia, una ferita che tuttavia non riesce a rimarginarsi. Scatta un campanello d’allarme ed allora Raffaele, accompagnato dalla preziosa moglie Luciana, decidono di consultare un medico. Di qui l’inizio del calvario.

Una storia come tante altre: Raffaele artigiano, grande amante del ballo e dedito alla famiglia, nel 2019 è costretto ad abbandonare anche il lavoro oltre a tutte le altre attività per un problema la cui soluzione proprio non arriva. Specialisti su specialisti, trattamenti su trattamenti, ma le infezioni sulle gambe si moltiplicano e diventa sempre più difficile convivere con dolori e cure. Alla fine dopo altri due anni, ad aprile di quest’anno, arriva la decisione più dolorosa: amputare le gambe per evitare che ci potessero essere complicazioni che mettessero a rischio la vita.

La scelta è stata facile ci spiegano Raffaele e Luciana anche se da allora la nuova condizione non è affatto facile. Ma la coppia non si arrende ed un faro di luce arriva quando si comincia a parlare di protesi per le gambe. Una soluzione che potrebbe permettere a Raffaele, dopo una lunga ed attenta riabilitazione, di tornare a mettersi in piedi. Ma il mondo che si apre davanti ai due è inestricabile. Non è riconosciuto come un incidente sul lavoro quindi non vi sono assicurazioni in grado di sostenere i costi delle protesi. In soccorso però ci arriva la ASL BT che delibera l’assegnazione di due protesi meccaniche dal costo di svariate migliaia di euro che, tuttavia, si rivelano assolutamente inutili per la condizione di Raffaele.

Allora ricominciano i viaggi della speranza ma il verdetto finale è impietoso: servono circa 200mila euro per realizzare le protesi adatte alla condizione di Raffaele. Soldi, ovviamente, che la famiglia non ha. Ed allora, dal buio un nuovo lume di speranza: amici, parenti e conoscenti provano a realizzare un’associazione che aiuti, in una sorta di crowfunding socale, la coppia a raggiungere quella cifra.