«Volevo farmi una famiglia». E’ l’unica frase che Daniele Arciuli, il 22enne evaso dal carcere di Trani il 26 agosto scorso scavalcando il muro di cinta, e catturato ieri dalla Polizia in provincia di Bari, ha detto alla gip del Tribunale di Bari Rossana De Cristofaro nell’udienza di convalida dell’arresto in flagranza. Sui quasi due mesi di latitanza Arciuli, che da ieri è in carcere a Bari, non ha voluto dire niente, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Stessa scelta della fidanzata 21enne, incensurata, trovata con lui nella mansarda di Triggiano dove si erano nascosti. La 21enne da ieri è agli arresti domiciliari per favoreggiamento personale. Entrambi sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Buquicchio. La pm di Bari Silvia Curione ha chiesto la convalida degli arresti eseguiti in flagranza e l’applicazione delle misure cautelari per lui in carcere e per lei agli arresti domiciliari. Arciuli deve terminare di scontare una condanna per omicidio, commesso quando era minorenne con fine pena nel novembre 2024, e ora dovrà difendersi anche dall’accusa di evasione. Quando i poliziotti ieri lo hanno trovato a Triggiano, lui ha tentato la fuga sui tetti uscendo da una finestra ma, dopo un breve inseguimento, è stato raggiunto, immobilizzato e ammanettato.