Non voglio fare l’appiccia fuoco, ma non credo che ci si possa ripresentare alla Città che lamenta seri, cronici, pesanti problemi, a cominciare dalla gestione di Amet e Amiu, indipendentemente da chi le governa o da quali amici dei politici, se ci sono, vincano o perdano concorsi (a noi non interessa), per finire ai parcheggi, alle scuole chiuse e/o cadenti, vedi Papa Giovanni, con qualche striminzita riunione di maggioranza.

Ormai le conosciamo queste riunioni: ognuno fa la sua parte per sé, tra battute, imposizioni, voce grossa di qualcuno, altri eternamente in modalità basso profilo o fintamente progressisti (è un governo di centro sinistra), poi pronti ad accucciarsi appena il padrone fa la voce grossa o minaccia rimpasti, poi mai avvenuti. Riunioni sterili di cui non mi diverto manco più a riportare, il più delle volte, i retroscena.

E non conta nemmeno che le riunioni di maggioranza siano chieste con garbo, educazione e spirito di squadra, come per l’ultima che si terrà il prossimo 23 settembre, su richiesta garbata, appunto, di Leo Amoruso.

Insomma, nulla che poi faccia la differenza e lasci il segno in positivo per la Città. Che ce ne facciamo dell’ennesima riunione a porte chiuse tra beneficiari di stipendi e poltrone, se il volto, il profilo, l’impostazione della Città non cambia? Ci hanno abbattuto quasi tutto il verde, non troviamo un parcheggio, guardiamo spot di locali e partiti fasulli, ormai quasi si assomigliano…

Continuiamo ad ospitare cantanti e scrittori, ma sempre in un’ottica di realtà provinciale che gioisce per l’arrivo di qualcuno per poche ore, come i riminesi di una volta del film Amarcord di Fellini che andavano a vedere lo spettacolo del passaggio della grande nave da crociera. O i contadini di altri film che esultavano al passaggio dei treni come unica attrattiva.

Qui abbiamo un Amet allo sbando, un Amiu che si è imbarcata e ci ha imbarcato nella Raccolta differenziata senza farci capire se ci saranno modifiche (necessarie) in futuro. Un dimensionamento scolastico che costituirà un problema grande come una casa, una città senza parcheggi (e non sappiamo ancora bene in mano a chi andranno a finire) e che per diventare turistica non è ancora riuscita manco a dragare il fondo del Porto, che fa letteralmente schifo, alla fine di un’altra estate.

Siamo in una città che non riesce a valorizzare manco una darsena e questi se ne escono ancora con la riunione di maggioranza, lo scrittore, il palchetto alla Cattedrale e la spocchia per giunta, di certi pseudo assessori che vorrebbero pure le lodi.

Sindaco, la Città non può aspettare sempre l’anno a ridosso delle elezioni per avere qualche segnale o concessione. È un giochetto che potrebbe non funzionare all’infinito.