Home Politica Buoni spesa, Laurora: «Troppi esclusi, cambiare i requisiti»

Buoni spesa, Laurora: «Troppi esclusi, cambiare i requisiti»

La nota del consigliere comunale tranese

«Io e la collega Mariangela Scialandrone, delegata del nostro gruppo consiliare per le questioni di welfare, lo avevamo sussurrato al Dirigente per non essere visti come i soliti “guastafeste” i soliti “polemici” ed onestamente ci auguravamo di esserci sbagliati. Ma purtroppo i nostri dubbi si sono rivelati fondati. Su oltre 870 domande esaminate di richiesta dei buoni spesa, oltre 650 sono risultate non ammissibili». Scrive così, in una nota, il consigliere comunale Tommaso Laurora.
«Le motivazioni non sono ancora note, ma l’indiziato principale per noi era e continua ad essere il requisito dei 5000 euro lordi di reddito negli ultimi 6 mesi. In un nucleo familiare di quattro persone, anche monoreddito, anche quando questi fosse in cassa integrazione è facile comprendere come questo requisito sia assolutamente eccessivamente stringente, addirittura escludente.
Molti componenti dei nuclei familiari hanno ripreso per pochi mesi a lavorare dopo il primo lockdown, o risultano ancora in cassa integrazione e questo ha fatto in modo che cumulassero sì quei 5000 lordi di reddito, ma ciò non vuol dire che ora, a seguito della seconda ondata non versino ancora, nuovamente in grave difficoltà. Molte famiglie, in balia della disperazione e delle difficoltà, aspettavano dignitosamente questa boccata d’ossigeno per poter mettere un piatto a tavola durante le festività.
Il Governo ha stanziato questi fondi a quest’unico scopo ed il Comune non può spenderli diversamente; pertanto domani stesso io e la collega Mariangela Scialandrone, esperta in materia, solleciteremo il Dirigente al ramo affinché riapra i termini del bando, modificando in maniera sostanziale i requisiti di accesso, limitandoli alla dichiarazione di stato difficoltà intervenuta a causa della seconda ondata e prendendo come riferimento il periodo di Ottobre e Novembre.
Non bisogna lasciare indietro nessuno, questo è un nostro preciso dovere».
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