Sarà l’autopsia ad accertare le cause della morte di Antonia Abbatangelo, la 41enne di Trani affetta da Covid, deceduta all’ospedale di Barletta il 19 novembre scorso dopo sei giorni di degenza. L’esame autoptico è stato affidato questa sera al medico legale Biagio Solarino, che sarà affiancato nell’accertamento da un anestesista, e sarà eseguito domani mattina nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Bari. La Procura di Trani ha aperto, d’ufficio, un fascicolo con l’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo, iscrivendo i nomi di 18 operatori sanitari dell’ospedale di Barletta e Trani, compreso quello del medico curante della donna.

Obiettivo del pm Giovanni Lucio Vaira è accertare se ci siano state omissioni e ritardi nell’assistenza e se corrisponda al vero che la donna abbia aspettato 11 ore prima di essere accettata al pronto soccorso di Barletta, come denunciato su alcuni social nei giorni scorsi, dopo essersi rivolta in prima battuta al pronto soccorso e alla guardia medica di Trani. Per questo il cadavere di Antonia Abbatangelo, già sottoposto a sepoltura qualche giorno fa, è stato riesumato. L’inchiesta, però, intende anche verificare se ci siano state carenze negli aspetti organizzativi dell’assistenza sanitaria.

Secondo quanto spiegato nei giorni scorsi dalla Asl Bt, che sull’accaduto ha avviato un’indagine interna, la donna era arrivata “al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta con mezzo proprio il 13 novembre” e presentava un quadro clinico “già molto complesso e compromesso”. In particolare, le erano state riscontrate “dispnea e febbre elevata da due giorni curata a domicilio” e, dopo il tampone risultato positivo, era stata sottoposta ai necessari esami e trattamenti che avevano accertato una “broncopolmonite bilaterale con caratteristiche radiologiche tipiche della polmonite da Covid-19 in fase avanzata”. La situazione era peggiorata il 15 e, per questo, era stata intubata e trasferita dal pronto soccorso al reparto di rianimazione, dove è morta il 19 novembre.