Il calcio dilettantistico dall’Eccellenza in giù, incluso quello giovanile, è fermo e tale resterà almeno fino al prossimo 24 novembre a causa dell’emergenza sanitaria. C’è però chi sta provando a fare dell’appuntamento con il pallone, sebbene, in forme tempistiche differenti rispetto al passato, una tappa comunque presente nella giornata di ogni bambino: è il caso della Asd Nicola Di Leo di Trani, scuola calcio che porta il nome del portiere tranese che ha difeso in carriera i pali di Avellino, Udinese, Perugia, Cosenza, Perugia e Sambenedettese, calcando anche terreni di Serie A. Suo figlio Angelo racconta il punto di partenza di questa nuova era.

Allenamenti individuali, turni scaglionati, zero partitelle. Il tutto in sicurezza, per una scuola calcio che dal 2019 è legata con una partnership all’Assocalciatori e che apre le proprie porte alle categorie che vanno dai primi calci agli allievi. Il tutto seguendo le linee guida proposte da Federcalcio e Aic.

Il calcio come mezzo di promozione di valori, che passano anche per il rispetto delle regole. L’obiettivo resta anche quello di promuovere una nuova cultura sportiva fondata sul Fair Play, sul rispetto delle persone e delle regole, sull’integrazione.

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