Ho passato in rassegna nei giorni scorsi, con la calma ed il sangue freddo dell’osservatore lontano dal trambusto e dalle peripezie della competizione elettorale, l’elenco degli eletti, soffermandomi su quelli del cdx. A parte lo stesso Palumbo ed un suo consigliere, ho notato che ad essere rimasti in consiglio sono tutti nomi del passato remoto e prossimo, comunque cavalli di ritorno, gente che, se ci fossero le poltrone in pelle a Palazzo Palmieri, come al Senato, lascerebbero il segno della schiena, del fondoschiena o dell’eventuale gobba, come sulla postazione di Andreotti.

Che significa questo dato? Che gli anni sono passati, profili inizialmente sottovalutati come Bottaro e accoliti, specie quelli più affamati di cariche (pure loro riconfermati) hanno messo radici, ed il centro destra “a sguincio” tranese non ha saputo costruire un gruppo che rivelasse un ricambio generazionale o di gruppo, pronto a conquistare la fiducia degli elettori, almeno da parte di chi potesse far trasparire una minima speranza di rinnovamento o base per nuova credibile proposta per il futuro, in termini di volti nuovi.

Dall’altra parte, al di là della sparizione di alcuni giovani che cinque anni fa sembravano promettere bene, Lovecchio su tutti, ci si ritrova un gruppo di nuove proposte che deve dimostrare tutto ancora e sui quali non possiamo ancora emettere alcun giudizio.
Al momento vediamo soltanto, nella classe dirigente politica del csx, tante piccole riproduzioni del memorabile Bombolo, attore romano della commedia all’italiana anni 70 e 80, che ad ogni telefonata di Amedeo per chiedere se vogliano fare l’assessore, rispondono con l’altrettanto memorabile “Ecchime!”.