E’ iniziato ieri mattina nel Tribunale a Lecce l’ascolto del luogotenente Saverio Santoniccolo, il comandante dei carabinieri di Barletta, uno dei principali protagonisti dell’inchiesta giudiziaria sfociata nel gennaio 2019 negli arresti di Michele Nardi, Antonio Savasta e dell’ispettore di polizia di Corato Vincenzo Di Chiaro, accusati di avere pilotato indagini e processi in cambio di ingenti somme di denaro.

In aula, ascoltato come teste della Procura, Santoniccolo ha illustrato l’origine dell’inchiesta ricostruendo tutta l’attività investigativa svolta, partita dalla presunta estorsione a carico dell’imprenditore Flavio D’Introno. Dalle prime captazioni ambientali e telefoniche gli investigatori lo sentirono parlare con i suoi familiari e con una donna in particolare, a cui riferiva di “quanti soldi aveva dato ad un magistrato, alto e brizzolato” che Santoniccolo intuisce poter essere Nardi. Sospetto avvalorato in seguito da altre intercettazioni, come riferito in aula da Santoniccolo.

Ascoltato anche il perito della Procura, Leo, che ha esaminato le intercettazioni telefoniche, i video e le registrazioni degli incontri tra gli indagati. In aula erano presenti per la prima volta dopo la scarcerazione l’ex gip di Trani Michele Nardi e l’ispettore di polizia del commissariato di Corato, Vincenzo Di Chiaro, ora sospeso dal servizio. Entrambi sono agli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto. Hanno avuto l’autorizzazione dal collegio giudicante a recarsi in Tribunale con mezzi propri. L’esame di Santoniccolo proseguirà il 15 luglio.