La rivolta dei detenuti che da questa mattina sta provocando incidenti e scontri con le forze dell’ordine in numerosi penitenziari in Italia è scoppiata nelle prime ore del pomeriggio anche nel carcere maschile di Trani. Alcuni tra i reclusi nella casa circondariale di via Andria hanno appiccato un incendio in un’ala del penitenziario riuscendo a guadagnare l’accesso al tetto di uno degli edifici, ma a differenza di quanto accaduto a Foggia, nessuno dei detenuti è evaso. I vigili del fuoco hanno domato rapidamente le fiamme sviluppatesi all’interno dell’istituto di pena mentre circa un centinaio di uomini, tra polizia e carabinieri anche in assetto antisommossa, sono intervenuti per far rientrare la protesta.

Le forze dell’ordine hanno isolato la zona del carcere, l’ingresso “Trani Nord” della SS16 è stato reso inaccessibile mentre un elicottero della polizia ha sorvolato per ore sull’intero quartiere anche per prevenire una possibile fuga dei detenuti che stanno protestando contro le restrizioni ai colloqui con i parenti stabilite dalle nuove norme del Governo in materia di contenimento dell’epidemia di coronavirus. Chiedono anche la concessione di provvedimenti di amnistia e indulto per sfoltire penitenziari sovraffollati nei quali la diffusione del contagio sarebbe molto più pericolosa.

I detenuti sono scesi dai tetti e rientrati nella struttura carceraria. Le forze dell’ordine sono ancora al lavoro: c’è fiducia sulla possibilità di far rientrare completamente la protesta senza ulteriori incidenti.