L’appello disperato di un cittadino tranese: «Il Comune mi ha “rubato” un terreno e la vita»

L’appello disperato di un cittadino tranese: «Il Comune mi ha “rubato” un terreno e la vita»

L’uomo, Vito Bucci, da 30 anni lotta per una ingiustizia: «Ho perso tutto, qualcuno mi aiuti»

«Il Comune di Trani mi ha tolto un terreno e da quasi 30 anni lotto contro questa ingiustizia. Mi hanno rovinato. Quasi 30 anni di cause mi hanno messo in ginocchio. Ho perso tutto, ho problemi in famiglia, mi sono anche ammalato». A parlare è Vito Bucci, ex titolare di una ditta di costruzioni, proprietario della particella 644, contenuta nella maglia B/30 del Piano Urbanistico Generale, racchiusa tra via Di Vittorio, via A.M. di Francia, via Togliatti e via Almirante. La particella in questione è di fatto un prolungamento di via Pertini, anche se in tutti gli strumenti urbanistici nessuna viabilità era prevista sulla 644, che invece risulta “retinata”, come il resto dell’edificato, lasciando presupporre lo sviluppo di una cubatura. A conferma di ciò c’è il non perfetto allineamento dei fabbricati realizzati su via Pertini.

E invece che succede? «Succede che il 16 agosto del 1993 il Comune mi ha ordinato di sgomberare l’area di mia proprietà, utilizzata fino a quel momento come deposito, recintato su tutti i lati, delle attrezzature della mia impresa edile», racconta Bucci. «Per il Comune era una strada, ma lo è diventata di fatto, perché in realtà in tutti i documenti urbanistici del Comune di Trani è classificata come area privata, in zona residenziale di completamento. Di certo, comunque, non una strada. Tant’è che il suolo non è a tutt’oggi inserito negli inventari dei beni immobili di proprietà del Comune di Trani». Le attrezzature che si trovavano in quell’area furono trasferite nel cantiere comunali e di lì, successivamente, sparirono. «Io dunque ho perso il terreno e le mie attrezzature», prosegue Bucci, che iniziò subito un braccio di ferro giudiziario con il Comune di Trani.

«La Corte d’Appello e la Commissione Tributaria si sono già espressi in mio favore, mentre dal 2012 pende un ricorso del Comune al Consiglio di Stato», spiega l’ex imprenditore. «Il Comune si è intestardito, non vuole riconoscere l’errore commesso nel ’93. Prima o poi avrò piena ragione e il Comune dovrà pagarmi i danni, ma intanto mi hanno rovinato. Ho speso tutto ciò che avevo per questa battaglia legale, per combattere l’ingiustizia compiuta nei miei confronti. Chi mi ripagherà per tutto questo? Perché il Comune continua a voler vessare un cittadino? Il sindaco Bottaro conosce bene la mia situazione, se n’è occupò anche quando fu assessore. Più volte ha manifestato la volontà di arrivare ad una transazione, ma c’è qualcuno all’interno del Comune che non vuole. Eppure che io abbia ragione lo conferma lo stesso Comune di Trani, con una deliberazione di aprile del 2019.  Approvando un Pue, il Comune ha infatti chiarito che il terreno è mio e che attualmente è di uso pubblico (perché la strada c’è, pur non prevista), ma non di proprietà pubblica. E allora, come la mettiamo? Possibile che un ufficio dica l’esatto contrario di ciò che invece altro ufficio afferma nelle aule giudiziarie? Mi hanno fatto ammalare, spero che qualcuno ascolti il mio appello e mi aiuti a ricevere giustizia».

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