Ha contestato gli addebiti, prodotto documenti e chiesto, attraverso il suo legale, la revoca o, in subordine, l’attenuazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ durato oltre un’ora, questo pomeriggio, l’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Trani dell’avvocato Francesco Di Pace, finito ieri ai domiciliari con le accuse di truffa e circonvenzione d’incapace ai danni di una coppia di anziani tranesi ultraottantenni. Con le stesse accuse in manette era finito anche il maresciallo dei carabinieri, Emanuele Di Reda, in servizio nella stazione di Trani, in seguito a quanto accertato proprio dai militari della compagnia di Trani. I fatti contestati dal pm Giovanni Lucio Vaira risalgono al 2015 quando la coppia di anziani, credendo di essere raggirata da una nipote, si sarebbe rivolta al maresciallo e all’avvocato. Presto i due sarebbero riusciti a conquistare la fiducia degli anziani, che non hanno figli, divenendo di fatto i loro ‘tutori’.

I due indagati, secondo quanto contestato dagli inquirenti, avrebbero fatto credere ai due anziani di curare la compravendita di un loro immobile in provincia di Salerno. Ma su questo immobile, secondo quanto finora accertato, i due anziani avrebbeo in realtà perso ogni diritto. L’avvocato e il carabiniere avrebbero, inoltre, lasciato credere ai due anziani che stessero indagando sugli ammanchi ‘anomali’ di denaro registrati sul loro conto corrente. Il maresciallo, difeso dall’avvocato Domenico Loprieno, davanti al Gip Lucia Anna Altamura si è avvalso della facoltà di non rispondere, diversamente dall’avvocato che invece avrebbe risposto alle domande, assistito dal collega Gianni Loconte, fornendo la sua versione dei fatti. Sulla richiesta avanzata dal legale, di revoca o attenuazione della misura cautelare, il gip si esprimerà nei prossimi giorni.