Impianti fotovoltaici: nessuna truffa a Trani, chieste 14 assoluzioni

La richiesta al termine della requisitoria di ieri

Chieste 14 assoluzioni per le altrettante persone coinvolte, a vario titolo, nel processo per la presunta truffa degli impianti fotovoltaici realizzati nelle campagne di Trani, che nel dicembre 2012 porto’ a 13 arresti e al sequestro di ingenti beni. Al termine della requisitoria di ieri il pm Giovanni Lucio Vaira ha chiesto al Tribunale di Trani, l’assoluzione, a seconda dei casi, nel merito o di non doversi procedere per intervenuta prescrizione anche in seguito alla derubricazione di alcuni reati contestati. Secondo quanto ipotizzato dall’inchiesta dell’allora pm di Trani Michele Ruggiero (oggi in servizio a Bari) gli impianti fotovoltaici erano stati realizzati in maniera frazionata per poter aggirare la normativa che imponeva l’autorizzazione unica regionale e incassare gli incentivi statali del cosiddetto ‘conto energia’ (per impianti di potenza inferiore a 1 megawatt).

Gli imputati rispondevano – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata, violazione del decreto legge 387/2003 sulla produzione di elettricita’ da fonti rinnovabili, lottizzazione abusiva. Il pm Vaira, a conclusione della requisitoria, ha ritenuto che l’unica norma che vieta il frazionamento e’ successiva alla presentazione delle Dia (dichiarazioni di inizio attivita’) per gli impianti in questione, realizzati tra le contrade Santa Perpetua, De Cuneo e Santa Chiara. Non c’era all’epoca, dunque, un divieto esplicito di realizzarli in maniera frazionata. Questo ha fatto cadere contestazioni pesanti come l’associazione delinquere; e’ rimasto in piedi il reato di corruzione, ma in quanto finalizzato ad un atto lecito e’ risultato prescritto; mentre la truffa e’ risultata non sussistere piu’. Tra gli imputati c’erano i progettisti tranesi Marco Di Martino e Vincenzo De Gennaro e il molisano Mario Taddei (socio fondatore di alcune societa’ del settore energia); l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Affatato, e l’ex presidente della spa comunale Amet, Savino De Toma. Per nessuno di loro e’ stata, appunto, chiesta la condanna.