Trani#ACapo: «Il Comune paga per errore ad Amiu una fattura da mezzo milione di euro»

Trani#ACapo: «Il Comune paga per errore ad Amiu una fattura da mezzo milione di euro»

Procacci: «Errore ammesso dopo il nostro intervento»

«La sciatteria amministrativa del Comune di Trani non ha limiti. Come si possono pagare 500mila euro a un fornitore “per errore”? Sì, è scritto proprio così, “erroneamente”. E conta poco che il fornitore in questione sia l’Amiu, azienda di proprietà del Comune. Anzi, in realtà forse conta tanto. Perché, per dirla con una celebre citazione, a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca». E’ quanto afferma il leader del movimento Trani#ACapo, Antonio Procacci.

La vicenda è quella della determina dirigenziale n. 96 del 4 aprile 2019, che nei giorni scorsi è stata parzialmente revocata, proprio a causa di quel mezzo milioni di euro che non doveva essere versato nelle casse di Amiu. E l’aveva ben evidenziato l’ex dirigente comunale Stasi, con una nota del 26 febbraio 2018, con la quale evidenziava che la fattura di Amiu n. 2/02 del 9 febbraio 2016 non poteva essere riconosciuta. Ciononostante il dirigente dell’Area Urbanistica ad aprile ha saldato ad Amiu i costi di smaltimento dei rifiuti per l’anno 2015, includendo anche quella fattura – aggiunge Procacci -. Fortunatamente ha fatto marcia indietro, evidentemente anche dopo la la richiesta di revoca avanzata dalla nostra consigliera Maria Grazia Cinquepalmi. Prendiamo atto con favore del fatto che per una volta abbiano ammesso l’errore, d’altronde non potevano fare diversamente, ma resta l’assurdità di questa vicenda».

«Peraltro – aggiunge Maria Grazia Cinquepalmi – la fattura in questione non era supportata da documentazione probante l’effettivo svolgimento del lavoro straordinario, né da documentazione attestante l’effettivo costo del trasporto, i chilometri percorsi, le spese di gasolio. A supporto dell’importo richiesto era allegato un banalissimo foglio che riepilogava dati totali che non giustificavano minimamente l’importo fatturato. Mi chiedo quale sarebbe stata la reazione degli uffici comunali se un qualsiasi altro fornitore del Comune avesse presentato una fattura con in allegato un documento giustificativo come quello riportato».

La consigliera di Trani#ACapo ha contestato anche le altre determinazioni relative al saldo delle competenze di Amiu relative al 2015 «perché si trattava di un debito fuori bilancio e quindi quei pagamenti dovevano passare dal Consiglio comunale».

«Ma non è tutto: ci sono dubbi anche sui beneficiari di quelle fatture, senza considerare che parliamo di veri e propri residui passivi, che evidentemente, dopo 4 anni, dovevano essere sottoposti a un riaccertamento ordinario. Debiti e crediti tra il Comune e l’Amiu degli ultimi anni andrebbero verificati – conclude il capogruppo di Trani#ACapo Aldo Procacci – lo abbiamo chiesto più volte, ma si continuano a fare orecchie da mercante. Evidentemente non si vuole fare chiarezza».