“Chiavi della città”, avv. Malcangi: «Dimostreremo correttezza iter amministrativo»

La nota dopo l’inchiesta dell’avvocato difensore del sindaco Amedeo Bottaro

L’avvocato del sindaco di Trani Amedeo Bottaro, Mario Malcangi, tramite una nota chiarisce la situazione sull’inchiesta “Chiavi della città” nella quale si contestano al primo cittadino i reati di falso, abuso d’ufficio e peculato.

«Il Sindaco è attinto da imputazioni di falso, abuso e peculato con riferimento alla delibera di Giunta comunale n. 195 del 20/10/17 con la quale si affidava la custodia e la manutenzione dello stadio alla società Vigor fino alla fine del campionato 2018, cioè giugno di quell’anno, riconoscendo a detta compagine il rimborso delle spese sostenute.

Si dissente totalmente dall’ipotesi accusatoria che considera detta somma quale restituzione degl’importi versati dai soci della Vigor per l’acquisto delle rispettive quote dell’associazione sportiva, ribadendosi, invece, che le stesse trovano piena legittimazione nella parte motiva dell’incriminato provvedimento amministrativo. Sarà onere e cura della difesa dimostrare agli Organi inquirenti la correttezza dell’iter burocratico-amministrativo seguito.

Quanto all’ipotizzato concerto criminoso finalizzato ad agevolare Giancaspro e/o persone a lui vicine circa ipotesi di implementazione societaria dell’AMET per progetti di vendita di metano, riguardo ipotesi di efficientamento energetico, organizzazione di manifestazioni dell’estate tranese e affidamento del noto locale pubblico la “Lampara” si osserva trattarsi di mere congetture smentite dagli stessi atti procedimentali.

Dallo stesso carteggio di causa si evince, molto chiaramente, che siffatti progetti (tutti, peraltro, assolutamente validi ed idonei a migliorare i servizi della città, ma tutti rimasti lettera morta) costituivano mere ipotesi di lavoro e/o proposte imprenditoriali, non già impegni concreti in relazione ai quali il Sindaco vincolava la volontà dell’amministrazione.

I commenti, a volte coloriti, che si leggono nelle intercettazioni non costituiscono certo conferma di accordi illeciti o prova di sottomissione della parte pubblica ai desiderata del privato imprenditore, ma solo ed esclusivamente la soddisfazione di quest’ultimo per l’attenzione che, opportunamente, l’organo amministrativo prestava rispetto alla presentazione dei relativi progetti».