Inchiesta magistrati: incidente probatorio davanti al gip del Tribunale di Lecce

Parla l’imprenditore di Corato D’Introno, presenti Savasta, Nardi e Di Chiaro

E’ iniziato nel Tribunale di Lecce l’incidente probatorio, disposto dal gip Giovanni Gallo, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, che negli anni passati avrebbe operato negli Uffici giudiziari di Trani.

Un lungo memoriale in cui vengono chiariti alcuni aspetti della vicenda che ha come protagonisti gli ex magistrati di Trani Michele Nardi e Antonio Savasta è stato presentato dall’imprenditore di Corato Flavio D’Introno, nel corso dell’incidente probatorio di cui è protagonista nel tribunale di Lecce. Il gip Giovanni Gallo ha dato tempo affinché avvocati e indagati prendano visione del documento, prima di proseguire l’esame di D’Introno. In aula erano presenti Antonio Savasta (detenuto ai domiciliari da marzo), Michele Nardi e Vincenzo Di Chiaro (in carcere dal 14 gennaio) nonché diversi altri indagati. L’incidente probatorio – chiesto dal procuratore di Lecce Leonardo Leone de Castris e dalla pm Roberta Licci, che hanno coordinato le indagini dei carabinieri – proseguirà il 16 e il 28 maggio, con l’esame di Di Chiaro e di Savasta.

In tutto sono dodici le persone indagate, per reati che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione, falso (materiale e ideologico in atto pubblico), abuso d’ufficio, estorsione, minacce. In carcere sono finiti il 14 gennaio l’ex gip di Trani Michele Nardi, l’ex pm Antonio Savasta e il sovrintendente di polizia Vincenzo Di Chiaro. Misure interdittive erano state disposte invece per gli avvocati Sinona Cuomo e Ruggero Sfrecola (che ne ha poi ottenuto la revoca) e per l’immobiliarista barlettano Luigi Dagostino. Secondo le tesi della Procura di Lecce, i magistrati Nardi e Savasta – insieme a colleghi sui quali sono ancora in corso le indagini – avrebbero asservito la funzione giudiziaria a interessi personali, favorendo alcuni imprenditori coinvolti in procedimenti giudiziari, dai quali avrebbero ricevuto cospicue tangenti.

Il primo a rivelare l’esistenza di un “sistema TRANI” e’ stato l’imprenditore di Corato Flavio D’Introno. Dopo l’arresto, anche Antonio Savasta ha deciso di collaborare con gli inquirenti, ammettendo alcune delle sue responsabilità e rendendo dichiarazioni accusatorie su altri magistrati. E’ stato proprio Savasta a tirare in ballo l’ex collega Luigi Scimè (attualmente in servizio a Salerno), che risulta indagato per corruzione in atti giudiziari.