Servizio mensa nel carcere di Trani: stamane un sit-in di protesta degli ormai ex dipendenti

Vertenza regionale complessa che riguarda 50 famiglie: «Rischiamo di perdere la continuità lavorativa»

Una situazione ingarbugliata che coinvolge oltre 50 famiglie in tutta la Puglia e molte di più in tutta Italia. Una situazione che rischia di compromettere una attività lavorativa che prosegue, in modo strutturato, da molti anni. Stiamo parlando del servizio ristorazione-mense delle carceri pugliesi, da Lucera a Taranto passando per Trani e Bari. Da oggi, infatti, i dipendenti del servizio svolto da una società esterna sono ufficialmente licenziati per la cessazione dell’appalto. Servizio già aggiudicato dal Ministero dell’Interno per soli tre mesi ad un’altra ATI che, tuttavia, non ha preso in carico il servizio sin da oggi ma lo riattiverà il prossimo 5 aprile. Quattro giorni di vuoto che, tuttavia, potrebbero cambiare le sorti di moltissimi lavoratori che, secondo la FILCAMS CGIL, potrebbero perdere la continuità lavorativa, reddituale e contributiva per il futuro. Ed allora stamattina, nelle aree antistanti le sedi delle carceri di Puglia, è iniziato uno sciopero permanente degli ormai ex lavoratori. A Trani, per esempio, sono quattro i dipendenti che da oggi non hanno più lavoro.

Si attende domani a Bari un incontro tra i vertici regionali dei sindacati e l’ATI che prenderà servizio il prossimo 5 aprile per definire la vertenza e dirimere le richieste dei lavoratori. Ma la preoccupazione resta tanta negli occhi e nelle storie di chi in quelle carceri ha lavorato anche per 27 anni ed è ora senza lavoro.

Il servizio di News24.City.