Nardi e Savasta avrebbero ricevuto soldi da un imprenditore di Corato per “aggiustare” il processo

600mila euro per coprire un’evasione fiscale, altri 170mila per vincere una causa di lavoro

600mila euro per coprire un’evasione fiscale, altri 170mila per vincere una causa di lavoro. E’ quanto avrebbe pagato il titolare di un’agenzia di viaggi di Corato ai giudici Nardi e Savasta per uscire indenne dai processi in cui era rimasto coinvolto. Movimenti di denaro che la Procura di Lecce sta cercando di ricostruire attraverso le dichiarazioni di Flavio D’Introno, testimone chiave dell’inchiesta che lo scorso gennaio ha portato all’arresto dei due ex magistrati del Tribunale di Trani, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari.

I pm di Lecce cercano di far luce su un’indagine per reati fiscali aperta da Antonio Savasta a carico del titolare di un’agenzia di viaggi di Corato. L’imprenditore vorrebbe uscirne pulito e, secondo l’accusa, elargirebbe centinaia di migliaia di euro, anche sotto forma di biglietti per i viaggi, ai due magistrati che potrebbero aiutarlo. Agli appuntamenti per raccogliere le mazzette si sarebbero presentati anche parenti stretti di Nardi e Savasta.

La Procura di Lecce è al lavoro per accertare se effettivamente quei soldi siano arrivati a destinazione e se l’indagine per reati fiscali ai danni del titolare dell’agenzia di viaggi non sia in realtà l’ennesimo raggiro escogitato dai due magistrati per spillare soldi al facoltoso imprenditore di turno.