Il “riesame” lascia in carcere il magistrato Michele Nardi

Rigettata la richiesta da parte degli avvocati difensori di annullamento della misura

Il Tribunale del Riesame di Lecce ha confermato la custodia cautelare in carcere per il magistrato Michele Nardi, arrestato il 14 gennaio per corruzione in atti giudiziari, insieme al collega Antonio Savasta e al sovrintendente di polizia Vincenzo Di Chiaro. La richiesta di annullamento della misura imposta dal gip Giovanni Gallo era stata chiesta venerdì scorso dagli avvocati Domenico Mariani e Carlo Di Casola al collegio presieduto dal giudice Silvio Piccinno (a latere Pia Verderosa e Anna Paola Capano).

A distanza di quattro giorni, i giudici hanno emesso un’ordinanza che rigetta il ricorso della difesa, confermando in sostanza l’impianto accusatorio del procuratore di Lecce Leonardo Leone de Castris e della pm Roberta Licci. Il collegio non ha depositato contestuale motivazione, che sarà resa nota nei prossimi quarantacinque giorni. Secondo l’ipotesi accusatoria, Nardi e Savasta (che in passato prestavano servizio a Trani, l’uno come giudice, l’altro come pm) avrebbero preso tangenti da alcuni imprenditori per indirizzare in maniera a loro favorevole processi e indagini. Savasta è tuttora detenuto nel carcere di Lecce e ha deciso di collaborare con la Procura. Ha già sostenuto due interrogatori e presto ne sosterrà altri due.