L’emergenza freddo e le temperature minime sono un problema per tutti eppure per “gli invisibili” lo è ancora di più.
Invisibili, ma solo perché nessuno li vuole vedere. Secondo i dati dell’Istat, in Italia vivono più di 50.000 persone senza fissa dimora. Vite scartate, vite senza possibilità.
Il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ha aperto la casa comunale per chi vive situazioni di emergenza ma per i senzatetto che ormai vivono nella stazione di Trani questa non è una possibilità.
Abbandonare il proprio riparo significherebbe perdere tutto: cartoni, coperte, spazio vitale.La vita è dura. Disagi, emarginazione, solitudine, promiscuità e soprattutto molto freddo. L’esercito dei senza volto e senza nome. Sono gli uomini che vivono come fantasmi ai margini della nostra società. Ci sono loro, i clochard della stazione.
Gli operatori del Pronto intervento sociale sono passati in stazione per proporre a Felice, senzatetto che vive a Trani, di andare in un dormitorio di Andria ma lui ha rifiutato: «Se io mi allontano mezza giornata da questi pacchi non ne ritrovo neanche uno. Mi hanno fatto firmare un foglio nel quale ho dichiarato di non accettare la sistemazione».
Gli invisibili della società, invisibili perché nessuno li vuole vedere, perché è difficile aprire gli occhi di fronte ad una verità che ormai si fa strada, giorno dopo giorno, famiglia dopo famiglia, inesorabilmente.
