Occupazioni abusive, Lega Trani: «Chiediamo chiarezza reale e non virtuale»

Occupazioni abusive, Lega Trani: «Chiediamo chiarezza reale e non virtuale»

La nota del Coordinatore cittadino Gianni Biancofiore

«Nella città di Trani succedono fatti strani. E’ ormai più di un anno che la Casa di Giovanni Bovio è occupata abusivamente senza che la amministrazione sia stata in grado di ritornarne in pieno possesso. Forse questo ha dato l’occasione ad altri soggetti di decidere di occupare abusivamente un immobile di ARCA SUD ( ex IACP) le cui assegnazioni sono gestite dal Comune di Trani». Inizia così in una nota Gianni Biancofiore, Coordinatore cittadino di Lega Salvini Premier Trani.

«Solo che mentre la Casa di Giovanni Bovio era vuota – si legge – questo appartamento era invece già occupato legittimamente da un anziano che frattanto era ricoverato in ospedale. Se dal Comune arrivano notizie secondo cui sarebbero stati fatti tutti i passi necessari, quello che appare è che gli abusivi sono sempre lì. E ci si chiede: ma come fa la famiglia che occupa la casa di Giovanni Bovio a fruire di energia elettrica, riscaldamento, acqua, fogna? Che cosa ha fatto il Comune? Tutto, ma come suo costume, solo in modo virtuale! Tant’è che per la casa del povero anziano è dovuto intervenire un figlio per fare cessare almeno la erogazione di energia elettrica.

Morale: qui si rischia che usciti di casa per commissioni, tornando ci si ritrovi dentro una famiglia. E questo senza che nessuno possa ottenere valido aiuto. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma non sarà che ci sono più immobili pubblici abusivamente occupati? Ha pensato la Pubblica Amministrazione di eseguire una seria verifica?

Non si può tartassare gli onesti cittadini con imposte e tasse mentre altri violano sistematicamente la legge e fruiscono, magari abusivamente, non solo di un alloggio ma anche dei servizi collegati. Certo nessuno occuperebbe abusivamente se non vivesse nella disperazione. A Trani però le “case popolari” scarseggiano mentre la povertà aumenta. Ma allora che fine ha fatto il Protocollo d’Intesa che fu siglato tra il Sindaco Tarantini e l’ex IACP perché si avviasse il progetto di costruzione di nuovi alloggi? Perché non si è fatto più nulla?

Fino a quando alla gente non sarà garantita la dignità di un alloggio, fatti continueranno a ripetersi. CHIEDIAMO – conclude – QUINDI CHE L’AMMINISTRAZIONE FACCIA CHIAREZZA REALE E NON VIRTUALE».