Tangenti, 2 pm indagati per presunte pressioni sui testimoni

Michele Ruggiero e Alessandro Pesce sono accusati di tentato falso

Due magistrati in servizio a Trani, Michele Ruggiero e Alessandro Pesce, sono indagati per tentato abuso d’ufficio e tentato falso dalla Procura di Lecce. Nell’ambito dell’inchiesta, il sostituto procuratore Roberta Licci, ha chiesto l’interdizione dei due colleghi dai pubblici uffici ma la sollecitazione e’ stata rigettata prima dal gip Michele Toriello e poi dal Tribunale del Riesame.

Licci ha quindi reiterato la richiesta davanti alla Corte di Cassazione, che esaminerà il caso domani. L’indagine riguarda presunte pressioni che Ruggiero e Pesce avrebbero esercitato nei confronti di alcune persone informate sui fatti, ascoltate nell’ambito di un’inchiesta sul Comune di Trani. Nello specifico si trattava di vittime di una presunta concussione, esortate dai due pm a non nascondere nulla di quanto fosse a loro conoscenza.

Per la Procura di Lecce, l’atteggiamento tenuto nel corso degli ascolti sarebbe stato duro al punto da configurare reati penali. La vicenda e’ giunta all’attenzione del Csm, con un atto formale di incolpazione, formulato dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione. La sezione disciplinare valuterà il caso dopo che la Suprema Corte si pronuncerà sulla misura cautelare. Le decisioni del gip e del Tribunale del Riesame di Lecce, che non hanno applicato l’interdizione, sono state poste da Ruggiero e Pesce a fondamento della linea difensiva, per dimostrare di non aver commesso alcun illecito ma di avere soltanto sollecitato i testimoni a dire la verità.